Cerimonia in memoria di Vito Maurogiovanni
Maggio 18, 2009 by vitomaurogiovannimemoria di vito maurogiovanni
Maggio 8, 2009 by vitomaurogiovanniL’aneme de Vetucce
aiire se n’hav’assute
e nnanz’a tte o Patre
cherrenne se n’ha menute
Quanne dret’au cangiedde
tu si viste de chembarì
secure nge si ddite:
“Nah! mò vene u barese mì!
Viine ddò figghie. Viine
la porta sta spalangate
ca tanda bbene figghie
Tu sì semenate
cche chedda penna sande
c’aiire s’hava sseccate”
U ciele jè gnore gnore
Bbare sta malate
Nnanz’a tte o Patre
nu stame ngenecchiate
Aiudenge a sopportà
st’amara malanghenì
e la mesericordia to,
no’ la facenne sparì
Mariateresa Ventrella
Trigesimo di Vito Maurogiovanni
Aprile 2, 2009 by vitomaurogiovanniNel Trigesimo della scomparsa di Vito Maurogiovanni sarà celebrata una Messa venerdì 3 aprile alle ore 18:30 nella Cappella dell’Istituto Margherita, c.so Benedetto Croce nr. 267
Bari perde la sua voce più autentica e colta
Marzo 5, 2009 by vitomaurogiovanniBari perde la sua voce più autentica e colta
Si è spento Vito Maurogiovanni.
Una lunga lotta con il male, poi la fine: oggi in Comune la camera ardente
di Fortunata Dell’Orzo
Vito era nato il 27 dicembre del 1924, nel retrobottega del caffè di suo padre, quel luogo mitico che poi avrebbe cantato nel “Caffè Antico”. E’ andato via nella sua casa a Poggiofranco, con accanto i suoi affetti di sempre, la moglie le tre figlie e i nipoti.
Sempre affettuoso con me e con mia madre Nicoletta, di cui era stato collega nei lontani anni della SIP, sindacalista quando non c’era lo Statuto dei Lavoratori a proteggere gli attivisti dal licenziamento. Dalla natia Bari era dovuto “emigrare” per servizio in Lucania (nostra misteriosissima vicina, intrigante e bella come le sue donne).
Ma poi il lavoro d’ufficio l’aveva lasciato del tutto e si era immerso nelle sue vere passioni, un qualcosa che non ha trovato allievi, ma solo sciocchi emuli e interessati ususfruttuari, specie teatrali, dei suoi capolavori. Il dialetto di Vito era colore e passione carnale, intensa, fisica. La sua erre arrotata e inconfondibile, che molti baresi hanno loro malgrado e che invece conferisce al dialetto quel tocco di allure che lo riscatta dalla beceraggine (ecco perchè Nietta Tempesta è un’attrice e il tizio che fa Pupetta no), gli donava quel distacco e quella lontananza che trasformano la propria vita in arte.
Colto di una cultura vera, vissuta, sperimentata, bevuta, mangiata e digerita nel quotidiano. Vito narrava divinamente anche le povere minuzie di un popolo che spesso è folla, cresciuta alle periferie di ogni impero e spesso all’ombra mitizzata di un Vesuvio che in realtà non ci appartiene.
Gentiluomo, uomo, maschio passionale e perfetto, capace di amare di purissimo amore tutte le bellissime (e per lui lo eravamo tutte anche le ultraottantenni o le oversize come me) che incrociavano le sue vie. No Vito. Tu non te ne vai così. Ti sento parlare mentre scrivo di te. Ti sento ridere di cuore e cercare goloso un libro nello scaffale. Ti sento nelle tue pause dalle quali affioravano ricordi che tu facevi sbocciare d’eterna gloria e di sempiterno fulgore.
Tu che per vivere libero e al colmo della tua pienezza, hai preferito un apparente precariato alle comodità del “posto fisso e sicuro”. Tu che, fra le tantissime cose, mi hai insegnato a trovare arte, bellezza e cultura nelle mille voci di Bari che parlavano in te. No, Vito. Tu così non te ne puoi andare.
Vito Maurogiovanni
Marzo 5, 2009 by vitomaurogiovanniPoeta, scrittore e giornalista.
Ha lasciato per sempre la sua amata città.
Lo piangono Anna, il fratello Tonino, Cecè, Vivì e Jenny con Nico, Michele, Giorgio e gli adorati nipoti Giuseppe, Gianvito, Francesca e Annabella.
La camera ardente sarà allestita in mattinata nella sala Consiliare del Comune di Bari.

