Un vecchio cinema barese: il Supercinema, II parte

By vitomaurogiovanni

Ah, c’ero anch’io, verso la fine degli anni Venti, quando nei cinema baresi dominava ancora il muto. Quelle pellicole color seppia nelle quali i personaggi gesticolavano e e amavano e morivano, ma al pubblica non giungeva nessuna eco delle parole che dicevano. Il cinema non parlava, allora. Un tempio di queste proiezioni era il teatro Garibaldi, diventato, nel 1929, Politeama barese, e, dieci anni dopo, Supercinema. Proprietario don Domenico Scannicchio, rottami in ferro, diventato ancora più ricco, durante la prima guerra mondiale, grazie alla requisizione del grandioso opificio dei tedeschi Lindemann. Si levava, quel cine-teatro, nella popolare via Ravanas, angolo via Bovio. Negli ultimi anni del Venti aveva brutte e scomode sedie di legno, due balconate ai fianchi della platea, una tribuna centrale dominata dalla cabina di proiezione e un pubblico – capienza 1400 spettatori- di sottoproletari che, passando dalle fasce contadine a quelle della periferia urbana, era ancora annidato nelle sacche della nuove povertà. Il Teatro e poi Politeama e poi Supercinema si riempiva così di ex pecorai in cerca di nuovi mestieri, ma anche di gommisti, di stagnari, di piccoli commercianti, di contadini, di ragazzini e dagli emergenti malavitosi. Per i biglietti d’ingresso una specie di foro che s’apriva sulla via Ravanas e dal quale si affacciava il viso incavolato del bigliettaio. Vidi nel politeama barese gran parte dei film di Emilio Ghione, il regista e interprete torinese del cinema muto. Ghione, già calzolaio, veniva dal teatro dialettale e amava interpretare, e dirigere, vicende fatte di teppisti, e malfattori e donne eleganti della periferia torinese.Attrice preferita Francesca Bestini che amava rappresentare, fra i suoi personaggi, le donne maledette, quelle della malavita. Andava d’accordo poi con Ghigne, partner dal viso scavato, la figura elegante e scheletrica in linea con i branchi di teppisti e di eleganti malfattori che si muovevano sullo sfondo dei poetici paesaggi della periferia torinese.

Tag: , , , , , , , , ,

Una Risposta a “Un vecchio cinema barese: il Supercinema, II parte”

  1. Nico Tomasicchio Dice:

    Grazie per quanto ci fate sapere.

    Grazie di cuore.

Lascia un commento