Non stupisce che una delle canzoni più amate da Vito Maurogiovanni fosse “Non ti scordar di me”. Appassionato a quel filo che lega la vita di tutte le generazioni, Maurogiovanni interpretava il suo ruolo di cantore delle tradizioni da giornalista e da scrittore, da sceneggiatore radiofonico e da commediografo. “Perché guardare indietro, se non una scienza, è un’arte” spiega Lino Patruno nella presentazione di “Come eravamo”, la raccolta di articoli pubblicati sulla Gazzetta del Mezzogiorno, dove rivivono personaggi della nostra terra e luoghi della memoria.
Con questo obiettivo nasce il Premio Maurogiovanni. Quello di ricordarlo con la stessa tenerezza e identico fervore con cui guardava al passato. Nessuna nostalgia, solo la consapevolezza di quanto conoscere e tramandare la propria storia sia fondamento della nostra identità.
Il filo di un unico racconto legherà i progetti delle scuole primarie e secondarie che possono partecipare al concorso. Proprio come Maurogiovanni si è cimentato in opere di vario genere, non ci sono limiti alle produzioni che verranno presentate. Purché volgano alla riscoperta delle nostre tradizioni. Può trattarsi di lavori teatrali, di elaborati, opere grafiche e pittoriche o produzioni multimediali, anche utilizzando il dialetto che lo scrittore ha adottato in più occasioni. Assieme alla memoria, in questo concorso si promuove la creatività.
I prodotti migliori verranno premiati con un libro di Maurogiovanni, un acquerello dell’artista Michele Damiani e mille euro destinati alla scuola.