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	<title>Blog di Vito Maurogiovanni</title>
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	<description>Vito Maurogiovanni: articoli, news ed altro...</description>
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		<title>Blog di Vito Maurogiovanni</title>
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		<title>Presentazione del libro &#8220;L&#8217;impalpabile senso del Mistero&#8221;</title>
		<link>http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2009/10/11/presentazione-del-libro-limpalpabile-senso-del-mistero/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 13:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitomaurogiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[News, eventi ed iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 23 ottobre 2009, nella Sala Teatro dell&#8217;Istituto margherita (c.so Benedetto Croce nr. 267, 70125 Bari) si terrà la presentazione del libro &#8220;L&#8217;impalpabile senso del mistero di Vito Maurogiovanni. I dettagli nell&#8217;invito allegato qui sotto. INGRESSO LIBERO. 
Per qualsiasi informazione chiamare 080/5968822

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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Venerdì 23 ottobre 2009, nella Sala Teatro dell&#8217;Istituto margherita (c.so Benedetto Croce nr. 267, 70125 Bari) si terrà la presentazione del libro &#8220;L&#8217;impalpabile senso del mistero di Vito Maurogiovanni. I dettagli nell&#8217;invito allegato qui sotto. INGRESSO LIBERO. </p>
<p>Per qualsiasi informazione chiamare 080/5968822</p>
<p><a href="http://vitomaurogiovanni.files.wordpress.com/2009/10/immagine.jpg"><img src="http://vitomaurogiovanni.files.wordpress.com/2009/10/immagine.jpg?w=450&#038;h=233" alt="Immagine" title="Immagine" width="450" height="233" class="aligncenter size-full wp-image-785" /></a></p>
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		<title>Un augurio per il rinato Petruzzelli restituito alla sua città</title>
		<link>http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2009/10/04/un-augurio-per-il-rinato-petruzzelli-restituito-alla-sua-citta/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 13:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitomaurogiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 14 febbraio 1903 fu una grande giornata per la città di Bari: s&#8217;inaugurava il Politeama Petruzzelli. La platea si presentava a ferro di cavallo, con 440 posti numerati. 58 palchi contenevano il primo e secondo ordine, mentre 12 erano i palchi del terzo e quart&#8217;ordine. Seguiva un loggione scoperto con tre file di poltroncine [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=779&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il 14 febbraio 1903 fu una grande giornata per la città di Bari: s&#8217;inaugurava il Politeama Petruzzelli. La platea si presentava a ferro di cavallo, con 440 posti numerati. 58 palchi contenevano il primo e secondo ordine, mentre 12 erano i palchi del terzo e quart&#8217;ordine. Seguiva un loggione scoperto con tre file di poltroncine ed una galleria- questa coperta. Su ,su la piccionaia, il luogo dei veri intenditori della lirica.</p>
<p>In quell&#8217;inizio di secolo, la città s&#8217;era ingrandita, la popolazione era aumentata e si sentiva l&#8217;esigenza di un grande teatro nel quale far vivere i fasti della nuova cultura popolare, rappresentata soprattutto dall&#8217;opera lirica. Erano fra l’altro vivissime  le idee risorgimentali e i teatri erano  portavoce del  grande movimento socio-politico-letterario che era il Risorgimento. Avveniva  anche che le piccole città tendevano a costruirsi il loro piccolo teatro, sull’onda degli entusiasmi risorgimentali e anche per attivare, con le nuove costruzioni, fonti di lavoro.</p>
<p>Il teatro di Bari fu voluto da Onofrio e Antonio Petruzzelli, due commercianti baresi nelle cui vene scorreva un po&#8217; di sangue mitteleuro­peo per via di un avo,  triestino e proprietario di un veliero che faceva la  spola tra Bari e l&#8217;allora asburgica Tri­este.I due fratelli Petruzzelli , scapoli impenitenti, vendevano asciugamani, lenzuola, fazzoletti  e il loro fondaco vedeva avvicendarsi migliaia di clienti, so­prattutto provenienti dalle fasce inter­ne del Barese e anche dalla dirimpettaia sponda adriatica. L&#8217;immaginario popolare voleva che i due fratelli avessero un pozzo nel piccolo giardino del negozio e lì den­tro lanciassero le monete  guada­gnate nei lunghi giorni e mesi e anni di lavoro.</p>
<p>Un bel giorno quel tesoro sarebbe servito&#8230; E fu l&#8217;esistenza del tesoro, secondo la voce popolare,  e la concessione del suolo comunale, a farli deci­dere a costruire il nuovo, grande tea­tro.</p>
<p>Affidarono il progetto a un loro cognato. l&#8217; ing. Angelo Messeni, e non esitarono a mandarlo in giro per i più bei teatri europei di quel tempo. Angelo Cicciomessere, com’era il suo vero cognome, se n’andò a Parigi, a Vienna per progettare  una sala grandiosa che raccogliesse pal­chi, poltrone e soffitto con assoluta unità, realizzando così grandi spazi continui e soprattutto una perfetta acustica.</p>
<p>Puntò poi ad una presenza pittorica fatta di colori decisi e di grandiose immagini plastiche. Il sipario così di Raffaele  Armenise, un pittore barese della scuola napole­tana di Domenico Morelli, volle rappresentare, con dogi, cavalieri, rosee fanciulle, vescovi ricchi di mitrie e pastorali e severi benedettini in sai neri, la liberazione di Bari da parte dei Saraceni avvenuta per opera dei po­tenti Veneziani nel lontano 1002.</p>
<p>Armenise disegnò  poi sulla volta, su una superficie di 563 metri, una corrida, i giochi olimpici, il carro dei tespi.  La soprastante cupola fu un  capolavoro d’ingegneria eseguita dall’Officina nazionale di Savigliano e ingentilita, nella sua massiccia mole, da aquile e scudi e dalle immagini di Omero, Eschilo, Plauto e Terenzio.</p>
<p>Il Teatro fu inaugurato la sera del 14 febbraio 1903 con la rappresentazione de «Gli Ugonotti» di Giacomo Meyerbeer, un melodramma di grandiosa  spettacolarità che fu replicato undici sere. Il cartellone comprendeva anche “Andrea Chénier” e “ Dea” melodrammi di due giovani musicisti  pugliesi, Umberto Giordano e Pasquale La Rotella, che facevano ben  sperare nelle loro doti di compositori. Tutte le città italiane speravano fra l’altro di poter avere, a loro gloria, un figlio come un Giuseppe Verdi.</p>
<p>Migliaia di baresi si riversarono nei pressi del teatro sin dalle prime ore del pomeriggio:  per vedere le carrozze piene di personalità, e di belle dame, che si recavano all&#8217;inaugurazione; e per  assistere al grande spettacolo dell’illuminazione elettrica del teatro. La città era ancora illuminata a gas, poche famiglie godevano del grande miracolo dell&#8217;era moderna: l&#8217;energia elettrica.</p>
<p>Un grande boato si levò dalla folla quando, nell&#8217;oscurità della sera invernale, all&#8217;improvviso la facciata floreale si riempì di una luce vivissima. Anche nella sala sfarzosamente  illuminata, si levò il consenso degli spettatori quando l&#8217;orchestra intonò la «Marcia reale».</p>
<p>Tutti si levarono in piedi e sulla  scena apparvero, circondati da bandiere e striscioni multicolori, Antonio e Onofrio Petruzzelli, accompagnati dal Sindaco della città che consegnò,  disse nel suo discorso, il teatro ai cittadini baresi.</p>
<p>Poi il maestro Zinetti alzò la bacchetta e si snodò l&#8217;opera “ Gli Ugonotti» che aveva a interpreti il tenore Carlo Cartica e i soprani  Carmen Bonaplata e Tina De Spada. Alla fine del primo atto i protagonisti  furono chiamati alla ribalta per dieci volte.</p>
<p>Il Petruzzelli cominciava la sua lunga stagione. Quando il sipario calò sul quarto atto, la folla si riversò per la strada e organizzò una  grande fiaccolata. Era la notte del 14 febbraio 1903.</p>
<p>Nella notte del 27 ottobre 1992 un  altro, immenso fuoco sarebbe stato  organizzato. Non fuori, ma dentro il  teatro. </p>
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		<title>Il 28 luglio del 1943</title>
		<link>http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2009/07/28/il-28-luglio-del-1943/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 11:40:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitomaurogiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/?p=777</guid>
		<description><![CDATA[Il 28 luglio del 1943
 Passavano intanto i giorni, i mesi. Giunse l’estate del 1943.
 Le scuole si chiusero a maggio: furono aboliti gli esami di Stato e tutti
furono promossi. Molti ragazzi, delle classi più anziane, erano già an
dati sotto le armi. Per me ci voleva ancora un anno, per la chiamata di leva.
Aumentavano le le restrizioni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=777&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il 28 luglio del 1943</p>
<p> Passavano intanto i giorni, i mesi. Giunse l’estate del 1943.<br />
 Le scuole si chiusero a maggio: furono aboliti gli esami di Stato e tutti<br />
furono promossi. Molti ragazzi, delle classi più anziane, erano già an<br />
dati sotto le armi. Per me ci voleva ancora un anno, per la chiamata di leva.<br />
Aumentavano le le restrizioni e i bombardamenti. La sera, la città sem<br />
brava morta: pochi vi rimanevano; quelli che potevano si rifugiavano nel<br />
le campagne e nei piccoli paesi. Si vedeva solo qualche caffè aperto,<br />
con la pesante tenda blu sulla porta, per non far trapelare luce fuori.<br />
 Poi la radio annunziò, il 25 luglio, che il cav. &#8220;Benito Mussolini, Capo<br />
del Governo&#8221; s&#8217;era dimesso e, al suo posto,  il re aveva disegnato<br />
il &#8220;Maresciallo d&#8217;Italia cav. Pietro Badoglio&#8221;.<br />
Seguirono giorni d&#8217;attesa. Il quotidiano locale pubblicò un articolo in<br />
cui si diceva che il duce s&#8217;era sacrificato per il bene supremo della Patria:<br />
il suo era un esempio per tutti. Capivamo, però, che erano le solite cose,<br />
gonfie di retprica e di luoghi comuni, che si ripetevano ancora. Certo, era<br />
vamo ad una svolta&#8230;Fu proclamato il coprificuo: alle venti tutti gli ita<br />
liani dovevano essere già nelle loro case.<br />
 Noi ci fermavamo all&#8217;oratorio sino alle diciannove, al massimo alle di<br />
ciannove e trenta: discutevamo in silenzio, partecipi di quell&#8217;atmosfera di<br />
ansiosa attesa ch&#8217;era calata sul Paese.<br />
 Fra noi c&#8217;era un giovane, di tre o quattro anni più anziano di noi, che si<br />
distingueva per la sensibilità, il buon senso, la bonta d&#8217;animo: si chiamava<br />
Gianni Squicciarini, e ci disse che, caduto Mussolini, erano venute meno le<br />
ragioni per continuare la guerra. Eppure Badoglio, prendendo posseddo del<br />
governo, aveva solennemente proclamato: &#8220;La guerra continua&#8221;.<br />
 Poi venne il 28 luglio 1943. Alcuni ragazzi vennero verso le nove, a ca<br />
sa: avevano saputo che ci sarebbe stata una grande dimostrazione. Noi do<br />
vevamo partecipare; questa volta nessuno ce lo comandava, la cosa era<br />
spontanea: dovevamo gridare la nostra fiducia nella libertà, nella fine del<br />
la guerra, e soprattutto in favore del re, che pareva ora comandasse dav<br />
vero lui; non c&#8217;era più il duce e i destini della Patria erano tornati nelle sal<br />
de mani dei Savoia.<br />
 Raggiungemmo il corteo che s&#8217;era formato vicino alla libreria Laterza<br />
e, con meraviglia, vedemmo molti compagni di scuola. nelle prime file c&#8217;e<br />
rano i ritratti del re e di Badoglio, issati su lunghe pertiche. Qualcuno di<br />
stribuivanastrini tricolori, che mettevamo all&#8217;occhiello della giacca. La fol<br />
la aumentava sempre più e, al grido di &#8220;Viva il re&#8221; e Viva Badoglio&#8221;, i ma<br />
nifestanti s&#8217;avviarono verso il centro. Ogni volta che s&#8217;incontravano soldati<br />
e ufficiali, questi venivano calorosamente salutati.<br />
 Al corso vittorio Emanuele il corteo si fermò dinanzi alla sede del<br />
gruppo rionale fascista &#8220;Riccardo Barbera&#8221;.<br />
 Vedemmo entrare alcuni giovani nel portone; e poi, all&#8217;improvviso, ap<br />
parvero al balcone del palazzo ed incominciarono a buttare sulla strada se<br />
die, scrivanie, libri, giornali, circolari. Noi gridavamo ma la cosa ci face<br />
va un curioso effetto: non avevamo fatto altro che discutere, in quegli an<br />
ni, di &#8220;fascismo&#8221; e di &#8220;mistica fascista&#8221;, ed ora quei lanci inaspettati, quel<br />
la furia inattesa&#8230;E poi eravamo abituati a quelle &#8220;altre manifestazioni&#8221;,<br />
dove non c&#8217;era furore di contestazione. Ma vedevamo, franoi compagni<br />
di scuola, nomi che conoscevamo come Graziano Fiore, il figlio del pro<br />
fessore perseguitato, i fratelli Antonio e Francesco S., che appartenevano<br />
ad una famiglia di grossi commercianti che operavano all&#8217;estramurale Ca<br />
pruzzi. C&#8217;era anche un professore delle scuole elementari, selvaggi, un lu<br />
cano burbero ma dal cuore d&#8217;oro che veniva spesso a trovare il nostro mae<br />
stro e parlava a lungo con lui. Essi non potevano essere che sinceri e nel<br />
gius, come ci sentivamo noi&#8230;<br />
 Poi sul balcone apparve un uomo dalla barba nera, gli occhiali spessi,<br />
il viso acceso che spiccava sul bianco dell&#8217;abito estivo. Ci dissero che era<br />
il prof. Fabrizio C., appena uscito di galera.<br />
 Era uno degli antifascisti di Bari.<br />
 Noi non li conoscevamo: sì, avevamo sentito parlare contro il &#8220;regime&#8221;<br />
nelle nostre case, ma uno che organizzasse effettivamente il movimento di<br />
rivolta non lo avevamo mai visto.<br />
 Il professore, intanto, voleva parlare: levò le mani in alto per coman<br />
dare il silenzio, ci fecero segno di stare zitti anche altre persone che lo ave<br />
vano raggiunto sul balcone. Il chiasso, però, era enorme ed il corteo si ri<br />
buttò di nuovo su via Sparano, la via principale della città, dove i nego<br />
zianti si affrettavano ad abbassare le saracinesche dei loro magazzini.<br />
 E si diresse, deciso, verso la sede della federazione fascista.<br />
 Qui fu fermato, fra il cinema Umberto ed una pasticceria, da una fila<br />
di soldati, elmetti in testa, sottotegola neri, minacciosi moschetti con le<br />
baionette inastate.<br />
 La folla premeva e i solfati puntarono le armi: i dimostranti alzarono<br />
di più i ritratti del re e di Badoglio e cantarono più forte: &#8220;Fratelli d&#8217;Ita<br />
lia&#8230;&#8221; L&#8217;ufficiale che comandava la truppa incominciò a parlare con un<br />
giovane bello, in maniche di camicia, che, ad un tratto, si scoprì il petto e<br />
disse: &#8220;Fareste fuoco sugl&#8217;Italiani come voi?&#8221;<br />
 Poi, non sono come successe, sentimmo sparare, i soldati avanzarono ter<br />
ribili facendo fuoco, i canti tacquero, s&#8217;incominciò ad urlare; i primi ra<br />
gazzi caddero ed io rimasi sotto due, tre persone ferite. Le schegge salta<br />
vano, secche, i ragazzi piangevano, un sangue caldo mi incominciò a cola<br />
re sul volto, sulla giacca.<br />
 Nella ressa avevo perduto una scarpa e, sotto i feriti, cercai di ritro<br />
varla: come avrei potuto tornare a casa scalzo? Ma il fuoco continuava sul<br />
la gente che ora era già a terra, muta nella morte o dolente per le ferite.<br />
 Vedevo la pubblicità del cinema Umberto, immagini di donne e di uo<br />
mini felici, e pensavo ai miei, al professore delle elmentari: poi ci fu una<br />
pausa del fuoco, tremenda. Mi alzai piano, scostando i giovani sopra di me<br />
che si lamentavano. Vidi anche altri che si alzavano e scappavano. Feci lo<br />
stesso, anche se avevo un dolore alla spalla e sentivo che ora mi avrebbero mi<br />
avrebbero sparato alla schiena. Non successe niente: svoltai l&#8217;angolo e, se<br />
guito da un altro ragazzo, fuggii. Si aprì la porta di un negozio, quello del<br />
l&#8217;ing. Banfi, all&#8217;angolo di piazza Umberto, e un operaio ci tirò dentro.<br />
 Eravamo tutti insanguinati, sentimmo pure espressioni di pietà; ci por<br />
tarano nel gabinetto, ci lavarono. La spalla mi brcava sempre. Poi ci dis<br />
sero di andarcene subito a casa, subito. Intanto era suonato l&#8217;allarme; noi<br />
uscimmo, ma non volevamo lasciare il luogo e ci rifugiammo in un portone che<br />
trovammo aperto, in via Crisanzio n. 6, dietro la grata dell&#8217;ascensore.<br />
Ci sentivamo sicuri lì, come in casa, e l&#8217;oscrità del portone ricordava certe<br />
penombre casalinghe durante i temporali. Incominciarono a passare, diretti al &#8220;pronto soccorso&#8221; dell&#8217; Università,<br />
carrozze e barelle e semplici traini a mano, che portavano i morti e i feriti della<br />
dimostrazione. Vedemmo il professore C. su un trainetto, con le gambe penzoloni,<br />
il bianco vestito estivo insanguinato e che invitava, calmo, i suoi portatori<br />
ad andare piano.<br />
 E vedemmo i morti: il prof. Selvaggi, Graziano Fiore bianco come un cencio, il<br />
mio compagno di scuola De Girolamo.<br />
 Guardavamo muti, accasciati, frementi: passarono nugoli di agenti in borghese<br />
che portavano bandiere, ritratti di Badoglio e di Vittorio Emanuele, scarpe, giacche.<br />
Suonò il cessato allarme. Il mio compagno si mise a singhiozzare. Passò, lenta, una<br />
filovia: io ed il ragazzo ci guardammo  e ci abbracciammo, all&#8217;improvviso, piangendo<br />
una pena antica.<br />
 Poi lui prese la via della stazione, io salii sul filobus, togliendomi la giacca<br />
insanguinata. Il tranviere mi guardò incuriosito; cercai di essere disinvolto, ma<br />
piangevo e le lacrime mi scendevano sul volto, sulla camicia.<br />
 Passando a poca distanza dalla federazione del fascio, scorgemmo i vigili del<br />
fuoco che, con una potente pompa, cancellavano dalla strada le macchie di sangue.<br />
 Sulla finestra principale, al primo piano, brillava la scritta: VIVA IL DUCE.<br />
 </p>
<p>Vito Maurogiovanni, tratto da&#8221;La città e i giorni&#8221;, ed. Progedit .</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/777/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/777/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/777/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/777/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/777/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/777/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=777&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cerimonia in memoria di Vito Maurogiovanni</title>
		<link>http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2009/05/18/cerimonia-in-memoria-di-vito-maurogiovanni/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 14:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitomaurogiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 25 maggio 2009 ore 18.00 presso Sala Consiliare “Enrico Dalfino” Palazzo di Città -Bari 
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=768&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Lunedì 25 maggio 2009 ore 18.00 presso Sala Consiliare “Enrico Dalfino” Palazzo di Città -Bari <a href="http://vitomaurogiovanni.files.wordpress.com/2009/05/invito12.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-773" title="invito" src="http://vitomaurogiovanni.files.wordpress.com/2009/05/invito12.jpg?w=450&#038;h=401" alt="invito" width="450" height="401" /></a><a href="http://vitomaurogiovanni.files.wordpress.com/2009/05/invito21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-774" title="invito1" src="http://vitomaurogiovanni.files.wordpress.com/2009/05/invito21.jpg?w=450&#038;h=340" alt="invito1" width="450" height="340" /></a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/768/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/768/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/768/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/768/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/768/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/768/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/768/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/768/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/768/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/768/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=768&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>memoria di vito maurogiovanni</title>
		<link>http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2009/05/08/memoria-di-vito-maurogiovanni/</link>
		<comments>http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2009/05/08/memoria-di-vito-maurogiovanni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 13:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitomaurogiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/?p=756</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;aneme de Vetucce
aiire se n&#8217;hav&#8217;assute
e nnanz&#8217;a tte o Patre
cherrenne se n&#8217;ha menute
Quanne dret&#8217;au cangiedde
tu si viste de chembarì
secure nge si ddite:
&#8220;Nah! mò vene u barese mì!
Viine ddò figghie. Viine
la porta sta spalangate
ca tanda bbene figghie
Tu sì semenate
cche chedda penna sande
c&#8217;aiire s&#8217;hava sseccate&#8221;
U ciele jè gnore gnore
Bbare sta malate
Nnanz&#8217;a tte o Patre
nu stame ngenecchiate
Aiudenge a sopportà
st&#8217;amara [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=756&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>L&#8217;aneme de Vetucce<br />
aiire se n&#8217;hav&#8217;assute<br />
e nnanz&#8217;a tte o Patre<br />
cherrenne se n&#8217;ha menute</p>
<p>Quanne dret&#8217;au cangiedde<br />
tu si viste de chembarì<br />
secure nge si ddite:</p>
<p><i>&#8220;Nah! mò vene u barese mì!<br />
Viine ddò figghie. Viine<br />
la porta sta spalangate<br />
ca tanda bbene figghie<br />
Tu sì semenate<br />
cche chedda penna sande<br />
c&#8217;aiire s&#8217;hava sseccate&#8221;</i></p>
<p>U ciele jè gnore gnore<br />
Bbare sta malate<br />
Nnanz&#8217;a tte o Patre<br />
nu stame ngenecchiate</p>
<p>Aiudenge a sopportà<br />
st&#8217;amara malanghenì<br />
e la mesericordia to,<br />
no&#8217; la facenne sparì</p>
<p><strong>Mariateresa Ventrella</strong><em></em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/756/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/756/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/756/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/756/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/756/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/756/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/756/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/756/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/756/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/756/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=756&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Trigesimo di Vito Maurogiovanni</title>
		<link>http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2009/04/02/trigesimo-di-vito-maurogiovanni/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 12:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitomaurogiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[trigesimo Vito Maurogiovanni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/?p=754</guid>
		<description><![CDATA[Nel Trigesimo della scomparsa di Vito Maurogiovanni sarà celebrata una Messa venerdì 3 aprile alle ore 18:30 nella Cappella dell’Istituto Margherita, c.so Benedetto Croce nr. 267
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=754&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Nel Trigesimo della scomparsa di Vito Maurogiovanni sarà celebrata una Messa venerdì 3 aprile alle ore 18:30 nella Cappella dell’Istituto Margherita, c.so Benedetto Croce nr. 267</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/754/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/754/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/754/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=754&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Bari perde la sua voce più autentica e colta</title>
		<link>http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2009/03/05/752/</link>
		<comments>http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2009/03/05/752/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 07:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitomaurogiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Bari perde la sua voce più autentica e colta
Si è spento Vito Maurogiovanni.
Una lunga lotta con il male, poi la fine: oggi in Comune la camera ardente
di Fortunata Dell&#8217;Orzo
Vito era nato il 27 dicembre del 1924, nel retrobottega del caffè di suo padre, quel luogo mitico che poi avrebbe cantato nel &#8220;Caffè Antico&#8221;. E&#8217; andato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=752&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Bari perde la sua voce più autentica e colta<br />
Si è spento Vito Maurogiovanni.<br />
Una lunga lotta con il male, poi la fine: oggi in Comune la camera ardente<br />
di Fortunata Dell&#8217;Orzo</p>
<p>Vito era nato il 27 dicembre del 1924, nel retrobottega del caffè di suo padre, quel luogo mitico che poi avrebbe cantato nel &#8220;Caffè Antico&#8221;. E&#8217; andato via nella sua casa a Poggiofranco, con accanto i suoi affetti di sempre, la moglie le tre figlie e i nipoti.<br />
Sempre affettuoso con me e con mia madre Nicoletta, di cui era stato collega nei lontani anni della SIP, sindacalista quando non c&#8217;era lo Statuto dei Lavoratori a proteggere gli attivisti dal licenziamento. Dalla natia Bari era dovuto &#8220;emigrare&#8221; per servizio in Lucania (nostra misteriosissima vicina, intrigante e bella come le sue donne).<br />
Ma poi il lavoro d&#8217;ufficio l&#8217;aveva lasciato del tutto e si era immerso nelle sue vere passioni, un qualcosa che non ha trovato allievi, ma solo sciocchi emuli e interessati ususfruttuari, specie teatrali, dei suoi capolavori. Il dialetto di Vito era colore e passione carnale, intensa, fisica. La sua erre arrotata e inconfondibile, che molti baresi hanno loro malgrado e che invece conferisce al dialetto quel tocco di allure che lo riscatta dalla beceraggine (ecco perchè Nietta Tempesta è un&#8217;attrice e il tizio che fa Pupetta no), gli donava quel distacco e quella lontananza che trasformano la propria vita in arte.<br />
Colto di una cultura vera, vissuta, sperimentata, bevuta, mangiata e digerita nel quotidiano. Vito narrava divinamente anche le povere minuzie di un popolo che spesso è folla, cresciuta alle periferie di ogni impero e spesso all&#8217;ombra mitizzata di un Vesuvio che in realtà non ci appartiene.<br />
Gentiluomo, uomo, maschio passionale e perfetto, capace di amare di purissimo amore tutte le bellissime (e per lui lo eravamo tutte anche le ultraottantenni o le oversize come me) che incrociavano le sue vie. No Vito. Tu non te ne vai così. Ti sento parlare mentre scrivo di te. Ti sento ridere di cuore e cercare goloso un libro nello scaffale. Ti sento nelle tue pause dalle quali affioravano ricordi che tu facevi sbocciare d&#8217;eterna gloria e di sempiterno fulgore.<br />
Tu che per vivere libero e al colmo della tua pienezza, hai preferito un apparente precariato alle comodità del &#8220;posto fisso e sicuro&#8221;. Tu che, fra le tantissime cose, mi hai insegnato a trovare arte, bellezza e cultura nelle mille voci di Bari che parlavano in te. No, Vito. Tu così non te ne puoi andare. </p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/752/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/752/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/752/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/752/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/752/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=752&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Vito Maurogiovanni</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 07:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitomaurogiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Poeta, scrittore e giornalista.
Ha lasciato per sempre la sua amata città.
Lo piangono Anna, il fratello Tonino, Cecè, Vivì e Jenny con Nico, Michele, Giorgio e gli adorati nipoti Giuseppe, Gianvito, Francesca e Annabella.
La camera ardente sarà allestita in mattinata nella sala Consiliare del Comune di Bari. 
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=751&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Poeta, scrittore e giornalista.<br />
Ha lasciato per sempre la sua amata città.<br />
Lo piangono Anna, il fratello Tonino, Cecè, Vivì e Jenny con Nico, Michele, Giorgio e gli adorati nipoti Giuseppe, Gianvito, Francesca e Annabella.<br />
La camera ardente sarà allestita in mattinata nella sala Consiliare del Comune di Bari. </p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/751/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/vitomaurogiovanni.wordpress.com/751/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/751/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/vitomaurogiovanni.wordpress.com/751/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/751/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/vitomaurogiovanni.wordpress.com/751/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/751/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/vitomaurogiovanni.wordpress.com/751/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/751/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/vitomaurogiovanni.wordpress.com/751/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=751&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>I nostri cognomi: Lobascio e Gattulli</title>
		<link>http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2009/02/27/i-nostri-cognomi-lobascio-e-gattulli/</link>
		<comments>http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/2009/02/27/i-nostri-cognomi-lobascio-e-gattulli/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 08:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitomaurogiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri cognomi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://vitomaurogiovanni.wordpress.com/?p=749</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;SALVE. MI CHIAMO IRENE GATTULLI, NATA A MILANO DA GENITORI RUVESI. E&#8217; POSSIBILE CONOSCERE QUALCOSA DEL COGNOME GATTULLI, E, MAGARI, ANCHE LOBASCIO, MIA MADRE?
GRAZIE MILLE
UN CARO SALUTO&#8220;
IRENE
Lobascio ha il suo punto di partenza in Bassi, a suo volta derivante dal cognomen latino d&#8217;origine reubblicana, Bassus. E&#8217; semplice il riferimento a caratteristiche fisiche poi assunte nella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=749&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>&#8220;<em>SALVE. MI CHIAMO IRENE GATTULLI, NATA A MILANO DA GENITORI RUVESI. E&#8217; POSSIBILE CONOSCERE QUALCOSA DEL COGNOME GATTULLI, E, MAGARI, ANCHE LOBASCIO, MIA MADRE?<br />
GRAZIE MILLE<br />
UN CARO SALUTO</em>&#8220;<br />
IRENE</p>
<p>Lobascio ha il suo punto di partenza in Bassi, a suo volta derivante dal cognomen latino d&#8217;origine reubblicana, Bassus. E&#8217; semplice il riferimento a caratteristiche fisiche poi assunte nella formazione dei cognomi.Gattulli ha il suo punto di riferimento in Gatti,con le varianti Gatto, Gatta, La Gatta.Diffuso in tutta Italia, Gatti ha più alta frequenza in iguria e Piemonte. Per il Sud dominano Gatti, Lo Gatto, Gattulli e Gattuso.Origine e caraTteriale: qualcuno che avesse agilità, flessuosità</p>
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		<title>Lo svizzero in Puglia</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 11:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vitomaurogiovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 1843 giunse in Puglia lo svizzero Johann Jakob Bachofen, professore di Diritto romano all’Università di Basilea. Lo svizzero era innamorato del profondo sud. Andò così a Roma e poi, per due volte, in Grecia, alla ricerca di antiche tracce storiche. Nel 1843 è su una nave salpata da Venezia. E così, mentre è affacciato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=vitomaurogiovanni.wordpress.com&blog=2387120&post=747&subd=vitomaurogiovanni&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Nel 1843 giunse in Puglia lo svizzero Johann Jakob Bachofen, professore di Diritto romano all’Università di Basilea. Lo svizzero era innamorato del profondo sud. Andò così a Roma e poi, per due volte, in Grecia, alla ricerca di antiche tracce storiche. Nel 1843 è su una nave salpata da Venezia. E così, mentre è affacciato sul ponte – s’era da poco levato dal suo letto nella cabina per il mar di mare- vede apparire le nostre coste; ed ecco quel che vede dalla sua nave: “… era già visibile il tratto costiero da Rodi fino a Vieste, in Puglia&#8230;Sono le tre. Il sole è caldo, sì che bisogna cercar l’ombra”. Fa caldo, dunque, sul lento veliero; ma il professore rimane a lungo a guardare la costa, il golfo di Manfredonia: e poi Barletta, e Trani e Molfetta. Al tramonto è nelle vicinanze di Bari, e così vede il litorale: “…siamo già nelle vicinanze di Bari. Le colline basse della costa sono avvolte da quella leggera bruma che rende così affascinante il punto di passaggio dall’acqua alla terra. Continuo intanto ad inseguire con lo sguardo il sole calante, che all’ora del tramonto risplende nella maniera più fulgida. Un simbolo della propria anima! Il suo morire, nel procurare sollievo, continua a diffondere uno splendore meraviglioso lasciando scorgere ancora per lungo tempo il suo corso”. Il paesaggio barese dà dunque all’autore un alto momento di poesia. Poesia e paesaggio barese: non sono temi ricorrenti nella letteratura del passato e soprattutto del presente. Eppure ci sono eccezioni. La nave del nostro svizzero procede intanto verso Brindisi. Ma rimane deluso. Dice che :&#8230;lontano le case hanno una bella presenza, ma viste da vicino si rivelano come costruzioni insignificanti, di colore giallognolo, dai tetti bassi e completamente piatti. Strade irregolari, leggermente in salita, pavimentate con chianche quadrate, portano all’interno della città. La sporcizia e il disordine ricordano notevolmente l’impronta napoletana. La città sembra quasi abbandonata. I suoi palazzi di tempi più antichi, veramente ben costruiti  persino belli, sono in rovina e quasi disabitati. A parte pochi gentiluomini, che attraversano furtivamente le strade, s’incontra soltanto un popolino di mendicanti, volgare e misero. Tutti portano segnata sulle loro facce giallo-sporche l’aria della febbre. “ Evidentemente allude alla malaria, morbo diffuso nel passato. Torna poi a rifare il viaggio  e decide di fermarsi a Bari, dove le sue impressioni appaiono diverse. Trova che:”…è una città popolosa ed alacre di commercio, con due belle chiese del miglior periodo gotico, il bel corso Ferdinando , numerosi monasteri e l’albergo Vito di Dio”. Grande gloria per Bari, dunque. C’è un bellissimo albergo, importante come le due chiese- forse la Cattedrale e San Nicola- e il corso Ferdinando, l’attuale corso Vittorio Emanuele. Così scrisse di noi il professore elvetico nell’anno di grazia 1851&#8230;</p>
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